Psicomotricità e scuola


Il lavoro sul corpo o psicomotricità non è una somma di esercizi da copiare. E questo è già un buon punto di partenza. Perchè dico questo? Troppe volte nella scuola, soprattutto nella scuola materna si vedono insegnanti dirigere i bambini in una serie di coreografie complesse ad imitazione oppure proporre esercizi di vario genere. Ma i bambini soprattutto prima dei 6 anni devono – non solo possono – fare altro. Questa è quella che possiamo chiamare prevenzione per evitare che il bambino si ritrovi poi alla scuola elementare con difficoltà negli apprendimenti, non ancora lateralizzato, senza equilibrio e orientamento spaziale… tutti i prerequisiti per la lettura, la scrittura e il calcolo.

Tre le peggiori cose da fare alla scuola materna:

– colorare una mano di blu e una di rosso per far “visualizzare” la destra e la sinistra

– insistere perchè il bambino piccolo usi la mano destra o dirgli di non colorare con entrambe le mani ma con una sola

– fargli fare le “schede” (AHHHHHHHH!!!!!!!)

– insegnare a scrivere nome, frasi, ecc… E in questo caso intendo obbligarlo a scrivere non seguire la sua spontanea propensione ad assimilare. Ovvero: tutti i bambini DEVONO scrivere il nome. Dove sta scritta questa cosa? Non trovo nessuna indicazione pedagogica in tal senso.

– ecc ecc ecc…..

Cosa devono fare i bambini?

Per prima cosa devono sentire il proprio corpo (e per “sentire il corpo” non dico che sa dire dov’è il suo piede).

Provate a far chiudere gli occhi ai bambini. Provate a chiedergli di posizionare il braccio destro come voi gli posizionate il braccio sinistro, e vedrete che per esempio voi mettete un braccio steso in avanti, e lui si mette l’altro in testa.

Si pensi che il cervello di un bambino cieco è già predisposto per la somestesi, per il tatto, per la cinestesi. Ci sono studi di qualche anno fa, sul recupero dei pazienti con ictus: si è visto che i non vedenti recuperavano molto meglio e molto più velocemente dei pazienti vedenti, e questo perchè il cervello era già predisposto a porre attenzione al corpo.

Quindi stiamo parlando di PERCEZIONE, e non di copia. La prossima volta approfondirò meglio la questione fornendo informazioni più specifiche utili anche all’insegnante.

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