Correlazione tra sistema visivo e altri sistemi


Torniamo a parlare di correlazione tra i sistemi: in questo  caso sistema visivo e altri sistemi.

I bambini che presentano disfunzionalità visiva hanno un livello più basso di performance rispetto all’elaborazione delle informazioni con una maggiore disfunzione per quanto riguarda organizzazione e orientamento.

Quando c’è rivalità tra i due sistemi visivi essi compétono , non sono sincronizzati. Se il bambino utilizza solo una porzione del suo sistema visivo, ha bisogno di molto tempo per elaborare l’informazione . Ne deriva che per questi bambini diventa difficile prestare attenzione mentre pensano. Di fatto, praticamente SE LI OSSERVATE MENTRE PENSANO DI SOLITO GLI OCCHI SI SPOSTANO IN ALTO A SINISTRA. Quando è presente una disabilità, non riescono a guardarvi mentre pensano; oppure non possono guardarvi mentre parlano perché sarebbero incapaci di mantenere la conversazione. In altre parole, non riescano ad elaborare informazioni uditive e visive simultaneamente.

I bambini con disfunzionalità visiva potrebbe avere comportamenti auto-stimolatori, problemi di coordinazione, camminare sulle punte, avere difficoltà a toccare le cose, e/o problemi di contatto visivo. Sembra che molti di questi problemi possano essere spiegati con l’impropria percezione della profondità.

L’80% delle informazioni che riceviamo ci arriva dal sistema sensoriale visivo. Quando non riusciamo ad ottenere informazioni visive dall’ambiente a causa di problemi di ricezione, allora iniziano cambiamenti nelle performance e nel comportamento.

Di questi bambini quindi, si può dire che spendono talmente tanta energia tentando di raccogliere informazioni che non hanno praticamente tempo per parlare (implicazioni sistema visivo ritardo nell’apprendimento del linguaggio)

Questi bambini non riescono a localizzare le cose con il loro sistema visivo , quindi compensano con il sistema motorio. Come risultato, devono sempre muoversi intorno alle cose perché il loro mondo è bi-dimensionale non tri-dimensionale. Le cose a loro appaiono piatte, Non riescono a “sentirle”. Questo li porta ad essere sempre in movimento ..quando entrano in una nuova stanza hanno bisogno di sapere dove realmente è la porta, dove sono le luci….quello che fanno è fare esperienza, in pratica stanno in una stanza senza dover pensare su quella stanza (implicazioni sistema visivo disfunzionale e apparente iperattività)

Questo porta a ;: ambliopia,strabismo, oppure all’uso di un occhio per guardare vicino e un occhio per guardare lontano. Sono tutti adattamenti naturali per guardare il mondo in maniera “monoculare” e permettere quindi un interazione con esso in modo più semplice.

Sembra che per molti, il camminare sulle punte dipenda semplicemente da una disfunzione visiva.

Esso è un problema di percezione, è cioè la mancanza di percezione di se stessi e dello spazio contemporaneamente. L’atto del camminare è una sequenza di “atterraggi” sui calcagni e di spinta con la punta del piede. Quando il sistema visivo è disfunzionale, il soggetto tende a trattenere la punta del piede per più tempo prima di poggiare sul suolo: e questo dà la caratteristica camminata (implicazione sistema disfunzionale visivo e sistema motorio)

2 pensieri su “Correlazione tra sistema visivo e altri sistemi

  1. Francesca ha detto:

    Buongiorno, trovo molto interessante il suo blog. A proposito di quello che ha scritto qui vorrei sapere come intervenire e a chi rivolgersi. Io ho notato che mia figlia è maldestra, inciampa sulle cose, ha 4 anni, disegna ancora solo scarabocchi. L’esame dall’oculista dice che ci vede bene, ma a me sembra che sposti la testa per vedere meglio. E inoltre non sa ancora parlare bene, non lo vuole fare, si arrabbia e anche le maestre mi hanno detto che rispetto agli altri bambini è più indietro. Cosa devo fare?

    • giovannagiacomini ha detto:

      Buongiorno Francesca! Non è facile fare una valutazione di una situazione specifica come quella di sua figlia, ma cercherò di utilizzare gli elementi che mi sono stati forniti per fare chiarezza. E’importante distinguere la visita oculista dalla visita ortottica. La prima mi dice sicuramente se ci sono dei problemi funzionali come anomalie di palpebra, cornea ecc.., i principali vizi di refrazione (miopia, ipermetropia, astigmatismo, presbiopia). La seconda invece mi fornisce una relazione clinica visuo-motoria e visuo-spaziale. Quando parliamo di difficoltà a livello motorio, verbale o degli apprendimenti mi è molto più utile conoscere la seconda. La difficoltà visuo-spaziali infatti possono essere presenti anche in caso di ottima visione.
      E questo è il primo passo. A questo punto sono necessarie altre valutazione per capire se con le dovute correzioni il problema rientra facilmente o se è necessario un percorso di aiuto specializzato. Che cosa prevede? Attività psicomotoria in primis, associata in questo caso ad un intervento per la stimolazione del linguaggio sempre e sottolineo sempre su base motoria. Non servono a molto gli esercizi e le ripetizioni di parole a richiesta dell’adulto. Meglio allora disegnare a terra il buon vecchio gioco del campanone e far scandire le parole al bambino mentre salta (cominciando magari da quelle bisillabiche). Vedrete che entusiasmo a parlare!

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...