Difficoltà di lettura: che fare?


L’attività di lettura implica lo sviluppo delle seguenti abilità:

Memoria:

L’allenamento sarà sulla:

–       memoria visiva

–       memoria uditiva

Percezione e analisi visiva:

L’allenamento sarà sulla:

Attività di discriminazione di forme

Abilità percezione spaziale e orientamento nello spazio: alto, basso, destra, sinistra, davanti, dietro, percezione del proprio corpo

Abilità fonetica-fonologica:

L’allenamento sarà sulla: respirazione, abilità vocale

Percezione e discriminazione uditiva e sintesi uditiva:

L’allenamento sarà sulla:

Abilità percezione temporale (tempo e ritmi)

Lavoro da sinistra a destra:

L’allenamento sarà sulla:

lettura

Implicazioni del sistema visivo:

Gli occhi, nel corso della lettura, si muovono a scatti. Si spostano da sinistra a destra con rapidi movimenti saccadici alternati a pause di fissazione, cioè momenti nei quali rimangono fermi. Durante i movimenti saccadici, data la velocità con cui vengono compiuti (10-20 msec) non è possibile trarre alcuna informazione dal testo; durante le pause di fissazione invece il lettore acquisisce i dati grafici e li elabora. Le pause di fissazione possono avere durata variabile, in un lettore esperto si attestano attorno a 200-250 msec con fluttuazioni legate al livello di competenza del soggetto e alla difficoltà dei testo. I movimenti saccadici utilizzati nel corso della lettura sono di tre tipi: progressivi, regressivi e di ritorno.

I movimenti progressivi vanno da sinistra a destra e sono estremamente veloci: in 20 millisecondi gli occhi compiono un movimento di 3 gradi, con una conseguente velocità angolare media di circa 150 gradi al secondo.

I movimenti regressivi (o regressioni) vanno nella direzione opposta; sono più rari (circa il 20% dei movimenti lungo la riga), meno ampi, aumentano in relazione alle difficoltà di elaborazione del testo: sono infatti più numerosi nei lettori inesperti oppure nel corso della lettura di materiale complesso o di difficile interpretazione.

I movimenti di ritorno sono quelli che gli occhi compiono al termine della riga per passare a quella successiva; hanno durata di circa 65 msec, con variazioni legate alla larghezza del testo esaminato.

Nel corso della lettura i messaggi raccolti dai bulbi oculari giungono, attraverso il nervo ottico, alla corteccia visiva primaria; ciascun punto dello spazio visto dall’occhio ha un corrispondente punto nella mappa della corteccia visiva primaria. L’informazione viene poi trasmessa a circa trenta diverse aree visive dell’encefalo, altamente specializzate nel ricavare distinti attributi dall’informazione visiva.

L’analisi deve tenere conto delle specifiche modalità dell’atto visivo e della fluidità e precisione dei movimenti oculari. Difficoltà funzionali nel sistema visivo portano a difficoltà nella lettura e scrittura.

Gli aspetti motivazionali:

Anche la motivazione alla lettura gioca un ruolo fondamentale. Quando un bambino fa una cosa volentieri perché gli piace e lo appassiona allora ci sarà un vero salto nell’apprendimento. Esiste una motivazione estrinseca che si ottiene collegando l’attività a qualcosa di piacevole e gratificante (ad esempio letture  Tuttavia è la motivazione intrinseca (quella che viene dal bambino stesso) che risulta determinante. Per stimolare questo tipo di motivazione il bambino non deve vivere una situazione di frustrazione e il compito deve essere inizialmente proposto di facile esecuzione. Solo in seguito lo standard potrà essere vi via alzato.

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