Sviluppo cognitivo e scuola dell’infanzia


Gli apprendimenti di lettura, scrittura e calcolo, pongono i bambini all’inizio della scolarizzazione primaria nella necessità di possedere particolari condizioni di base che sono i prerequisiti. Quanto detto quindi ci fa riflette sull’importanza che riveste la scuola dell’infanzia, sulle attività che vanno proposte ai bambini e quelle che invece non servono a molto. Dopo questa lettura, se ancora ne avrete voglia, troverete delle domande.

Le funzioni psicomotorie e le funzioni cognitive corrispondono a due insiemi funzionali differenti. Lo sviluppo delle funzioni psicomotorie è fondamentale per l’educazione cognitiva del soggetto. e questo è il primo dato certo, sul quale dovremmo essere tutti d’accordo. Ma qui già potremmo inserire una domanda ai genitori e agli insegnati della scuola dell’infanzia. Quante ore trascorrono i bambini in palestra, all’aperto, in spazi non strutturati e quante sui banchi sopra a schede o libretti? Perchè se è vero (ed è la scienza a dircelo) che lo sviluppo delle funzioni psicomotorie viene prima dell’educazione cognitiva, cosa succede se le prime non sono ancora ben sviluppate quando andiamo a stimolare le seconde?

Le funzioni cognitive sono di due tipi: quelle di carattere puramente mentale come il linguaggio, la funzione simbolica, l’astrazione, la logica e quelle su cui si basa ed evolve lo sviluppo del “mentale”, cioè le funzioni percettive legate alla motricità.

La funzione simbolica grafica è indispensabile per comprendere il significato di ciò che si legge e che si scrive. Questa funzione simbolica grafica è una funzione mentale che si sviluppa grazie al gioco dell’attività senso-motoria e percettiva dei primi anni di vita e che sfocia nella possibilità di rappresentarsi mentalmente gli oggetti, prima evocandoli con simboli verbali e poi con simboli grafici. Lo sviluppo delle potenzialità logico-matematiche dipende anch’esso da una buona organizzazione delle funzioni psicomotorie ed in particolare dalla ricchezza della rappresentazione mentale, che viene stimolata dalla quantità delle informazioni sensoriali percepite e rappresentate.

Quanto detto è molto tecnico. Tuttavia mi sono resa conto che se non viene spiegato in questi termini non “assume” su di sè credibilità. Come dire che se anche nelle diverse scuole dell’infanzia cerco di sottolineare l’importanza di fare più ore nel “salone” o palestra con i bambini, questo tempo è relegato molto spesso limitato all’ora settimanale di educazione motoria.

Probabilmente confondiamo l’attività motoria e sportiva con lo sviluppo delle funzioni psicomotorie. E’ bene quindi chiarire questo primo punto e affermare che l’educazione psicomotoria è altro dall’attività fisica.

Le Boulch scrive nel suo testo L’educazione psicomotoria nella scuola elementare: “I problemi posti dalla strutturazione percettiva, collegata al movimento, svolgono un ruolo fondamentale nella genesi delle difficoltà nella matematica.”

Vediamo nello  specifico:

La comprensione della geometria , può avvenire solo se sono evoluti altri molteplici aspetti della organizzazione e rappresentazione degli elementi dello spazio: il riconoscimento delle forme, la discriminazione delle dimensioni, l’apprezzamento delle traiettorie e la loro interazione.

L’organizzazione spazio-temporale è alla base della acquisizione della matematica in quanto la numerazione è una successione di elementi nel presente, come la percezione temporale, e, come tale va integrata. L’allineamento delle cifre è alla base delle possibilità di realizzare i calcoli matematici rispettando con la giusta collocazione i rapporti di quantità numerici. Spesso i bambini con difficoltà in matematica hanno difficoltà a contare avanti e indietro (percezione spazio-temporale), nei calcoli evidenziano errori dovuti ad una non corretta percezione dello spazio (incolonnano male e contano male), ecc…

La logica formale, è una funzione mentale innata: i relativi centri nervosi esistono già alla nascita, ma non ancora maturi, perché evolvano, sono necessari sia lo sviluppo delle funzioni psicomotorie collegate al linguaggio, sia lo sviluppo della funzione simbolica, fino alla capacità di realizzare simboli di simbolo, cioè l’astrazione.

E’ quindi ipotizzabile un collegamento tra lo sviluppo delle funzioni psicomotorie, in particolare quelle collegate all’intelligenza senso- motoria e all’aggiustamento motorio globale e quello delle funzioni cognitive mentali.  La funzione simbolica e la logica, quindi fondandosi sulle potenzialità di rappresentazione mentale beneficiano dell’evoluzione delle funzioni psicomotorie associate al linguaggio. Ecco come il linguaggio risulta strettamente connesso a tutto ciò.

Sembra proprio che le funzioni psicomotorie siano davvero importanti.

Quindi: Quanto tempo e attenzione dedichiamo all’osservazione del bambino nel suo “fare”?

Vediamo insieme quali sono le domande che possiamo farci:

– Il bambino ha un buon equilibrio?

– Assume posture scorrette, ha una buona coordinazione dinamica generale?

– Coordina mano e occhio (esempio: lanci con la palla)?

– Cammina correttamente (osservare eventuale camminata sulle punte, cattivo appoggio del piede, stabilità, ecc)?

– Conosce e utilizza tutte le parti del corpo? Sa dissociare i movimenti?

– Ha una buona masticazione? (controllo degli organi fonatori: lingua, velopendulo, ecc…)

– Come articola i fonemi? (a, b, c, ….). Sa fare la scansione fonetica della parola? (M-E-L-A)

– Si muove nello spazio? Conosce i principali concetti topologici? E’ bel lateralizzato?

– Sa riconoscere e riprodurre ritmi?

Queste e altre sono le domande e le attività da fare con un bambino della scuola dell’infanzia.

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