Bambini e ansia


Ci si trova davanti ad un muro. Un muro a volte impenetrabile. I genitori spesso raccontano di non riuscire a comunicare con i figli. Bambini che manifestano la loro ansia e il loro disagio spesso in forma di condotte inadeguate, di atteggiamenti oppositori e provocatori, di reazioni di disimpegno, di abbattimento fisico, di “mal di pancia” frequenti.

Il bambino con ansia non riconosce il proprio malessere come difficoltà, ma inizia a vivere esperienze negative e frustranti. La scuola è spesso il palcoscenico dove i peggiori incubi si realizzano: i compagni apprendono e imparano a fare ciò che a lui rimane difficile, gli insegnanti lo sollecitano, mettono in evidenza i suoi errori, lo stimolano a lavorare meglio al punto che, nel bambino, può farsi strada una terribile certezza: non so fare, non sono capace.
Anche gli insegnanti riferiscono di non capire, quel bambino, che ai loro occhi appare intelligente, ma insicuro, scostante, impacciato, che “non ama l’ora di ginnastica”.
Nel frattempo la famiglia si rende conto che qualcosa non funziona. Eppure è un bambino amato, incoraggiato a fare, seguito, protetto. Ma i genitori vedono un bambino lento ad apprendere, i compiti a casa sono una tragedia, ha bisogno di aiuto costante… eppure sembrava un bambino capace, con molte potenzialità.
Quando parlare di ansia per il bambino? Si manifestano:
– ansia e preoccupazione eccessive riguardo ad innumerevoli eventi o attività della vita quotidiana (come la scuola)

– difficoltà nel controllare la preoccupazione

– sintomi quali: irrequietezza, tensione, facile affaticabilità, difficoltà a concentrarsi o vuoti di memoria, irritabilità, tensione muscolare, alterazioni del sonno (difficoltà ad addormantarsio a mantenere il sonno, sonno inquieto)
Nei bambini e negli adolescenti si manifesta principalmente con preoccupazioni relative agli impegni scolastici o alle prestazioni in generale, come gli impegni sportivi, o gli impegni sociali.
Può essere presente una tendenza al perfezionismo che genera uno stato di tensione, che può causare o un impegno eccessivo o in comportamenti di evitamento.
L’ansia si manifesta in varie forme, per esempio il bambino può presentare un atteggiamento di sfida, oppure essere molto irritabile o vivere momenti di chiusura e isolamento.
Il bambino ansioso vive costantemente un vago sentimento d’oppressione, associato ad un atteggiamento di attesa di un avvenimento vissuto come spiacevole ed imprevisto.
L’angoscia nei bambini trova espressione attraverso il corpo, sotto forma di sintomi somatici, come cefalea, vomito, dolori addominali o agli arti, oppure può diminuire la capacità di attenzione e manifestarsi distrazione e svogliatezza.

E’ importante saper riconoscere il malessere del bambino in tutta la sua importanza, senza sminuirlo, ma nemmeno senza farsi prendere dalla paura. Un intervento che sarà soprattutto su tutto il nucleo familiare per imparare nuove strategie di relazione. E un intervento che sia rivolto a potenziare gli aspetti positivi del bambino e a favorire lo svilupparsi di una sana autostima.

 

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