Hai un figlio imperfetto? Per fortuna


Ho deciso di dedicare una breve riflessione al tema della perfezione, anzi, direi piuttosto all’elogio dell’imperfezione.

Parliamoci chiaro. Genitori perfetti di figli perfetti non ci piacciono. A che pro quindi cercare di raggiungere qualcosa che non piace?

Avete presente quelle conversazioni del tipo “ah il mio queste cose non le fa”, “la mia a scuola ha tutti 10”, “mio figlio alla sua età sapeva già tutti i numeri in inglese , francese e spagnolo”, “guarda, quel bambino è proprio maleducato. Il mio invece è un piccolo lord”,

E i bambini? In tutto questo i bambini sono solo “i figli di qualcuno” che li vuole intelligenti, educati, preparati, multitasking, belli e via dicendo. Insomma, una “faccenda di cui parlare e con cui confrontarsi” come a dire se prima era la borsa ora è il figlio. E poi ci sono tutti coloro che sentono il “peso” di questo confronto. I bambini in primis. E tutti quei genitori di figli imperfetti che però soffrono questa condizione e vivono cercando la risposta giusta da dare alla vicina di turno o alla mamma alla campanella.

Eppure i bambini vivono questa bellissima fetta di vita che si chiama infanzia. Ed è praticamente quasi l’unico momento della vita in cui poter essere serenamente inadeguati. Adeguati a cosa poi? Evviva un po’ di sana libertà di espressione, di personalità in costruzione. Evviva un po’ di genuina opposizione, affermazione di sè. E quell’essere unici che permette loro di saper fare una cosa oppure ancora no. Non va ancora in bicicletta? Fa cadere le cose? È vivace? Straparla?

Sedetevi un po’ li e godetevi il momento. Che poi non torna più.