Portiamo i bambini a teatro


Ieri pomeriggio sono andata con un’amica e i nostri figli a teatro. Ho scovato questo spettacolo quasi per caso. Di solito, cerco sempre qualche attività stimolante da fare il sabato o la domenica, quando siamo a casa e abbiamo un po’ di tempo da trascorrere insieme. Non è stato semplice trovare uno spettacolo per bambini. Devo dire che non sono fortunata, forse perchè non vivo in città e nella mia zona i centri commerciali, purtroppo, la fanno da padrone. Io ho una naturale avversione per il caos asettico dei centri commerciali e degli outlet. Dopo una mezz’oretta sento già salire un fastidioso mal di testa. Devo dire che anche mio figlio reagisce con un certo nervosismo o, a volte, prepotenza. Il teatro invece ci mette quiete. Sarà per quel senso di meraviglia quando ci sediamo in poltrona in attesa dello spettacolo, sarà per quel senso di condivisione con altri che come noi sono li per qualcosa “da fare insieme”. Sarà che non sai mai cosa ti aspetta e poi l’odore. Avete presente quell’odore nei piccoli teatri? Voi mi direte. Sa di vecchio! Eh, no! Sa di vissuto, sa di grosse tende rosse, di moquette, di luci, e a volte, di pop corn.

Parlare di educazione e parlare di teatro è un po’ la stessa cosa. Prima di tutto il teatro offre una straordinaria occasione per entrare in contatto con il proprio mondo interiore. Lo sapevano bene i greci quando parlavano di catarsi alla fine di una rappresentazione. E cosa significa? Alla fine lo spettatore libera le proprie emozioni e le vive in forma diversa, quasi appunto, purificate. E l’applauso alla fine di uno spettacolo ne è l’esempio lampante. E’ vero che serve a gratificare e ringraziare l’artista, ma è anche un atto liberatorio, potente perchè fatto da tutta la sala insieme.

Teatro è passione e riflessione. Porta in primo piano tutte le nostre emozioni. Nel teatro per i bambini tutto ciò è evidente. C’è spesso una donzella indifesa, il cattivo, l’eroe, il superamento delle prove, la vittoria finale e l’ilarità. Possiamo prenderci gioco dei personaggi e in qualche modo prenderci gioco di noi, della paura. Abbiamo il permesso di arrabbiarci, senza che nessuno ci dica che non si può fare. Nello spazio e nel tempo dello spettacolo possiamo dire anche quello che spesso non ci è permesso. Se ci spaventiamo e saltiamo sulla sedia siamo in tanti a farlo! Se ridiamo, formiamo una grande onda di energia positiva che ci viene restituita tutta e che portiamo a casa con noi.

E allora. Tutti a teatro!