Gli atteggiamenti del bambino con difficoltà:

Proviamo, per un attimo, a metterci nei panni di un bambino con difficoltà e immaginiamone le esperienze e gli stati d’animo:

•egli si trova a far parte di un contesto (la scuola) nel quale vengono proposte attività per lui troppo complesse e astratte;

•osserva però che la maggior parte dei compagni si inserisce con serenità nelle attività proposte ed ottiene buoni risultati;

•sente su di sé continue sollecitazioni da parte degli adulti (“stai più attento!”, ” Impegnati di più!”, “hai bisogno di esercitarti molto”…);

•si percepisce come incapace e incompetente rispetto ai coetanei;

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Prevenzione e scuola dell’infanzia

La scuola dell’infanzia rappresenta il luogo elettivo per cogliere le modalità di espressione delle difficoltà di apprendimento; il terreno più fecondo per la prevenzione e la progettazione di interventi educativi e didattici strettamente legati alle specifiche problematiche individuali.

L’utilizzo di uno strumento informativo rappresenta il primo contatto formativo per i genitori e per chi lavora quotidianamente nella scuola dell’infanzia.

Nella scuola elementare  il bambino si avvia al processo di apprendimento della letto-scrittura, è quindi importante individuare prima i processi che caratterizzano queste acquisizioni e le problematiche ad esse inerenti, quali: disgrafia, disortografia, dislessia, discalculia…

Genitori e insegnanti, grazie alla relazione quotidiana con i bambini, sono in una posizione privilegiata per poterli osservare, sia perché li conoscono, sia perché non sono portati ad alterare il loro comportamento normale e spontaneo. Continua a leggere

Problemi in geometria?

Problemi in geometria? Ricomincia dalla percezione dello spazio.

Molti bambini e ragazzi con difficoltà negli apprendimenti e non solo incontrano difficoltà in geometria o disegno tecnico. Osservando con attenzione si nota come spesso queste difficoltà sono correlate ad altre, come problemi di orientamento, una lateralità non ben acquisita, maldestrezza o scarsa coordinazione. Vale a dire che i problemi non sempre sono “cognitivi”, spesso riguardano la percezione dello spazio.

Quali esperienze proporre?

– rapporti spaziali: sopra, sotto, davanti, dietro…ecc

– cambiare il proprio orientamento

– orientamento decentrato

– i percorsi

– direzioni e traiettorie

– “vivere” le figure geometriche: costruire figure con il corpo, a terra, con materiali vari ecc…,  il perimetro (percorrere le figure), l’area (riempire le figure), ecc…

Dislessia e company: non siamo svogliati!

Sempre più spesso agli incontri con le insegnati, ma anche con molti genitori sento frasi del tipo:

“Non ha voglia di fare niente”, “Si distrae sempre”, “Non è interessato”, “Non sta attento”, “E’furbo”, “Non ha motivazione”, “Non si impegna abbastanza”, ecc… ecc…

Poi, magari (non sempre purtroppo, ho la possibilità di vedere il bambino o il ragazzo e mi accorgo quasi subito che ci sono dei segnali… segnali di qualcos’altro, i segnali di un disturbo tanto fastidioso quanto nascosto… i Disturbi dell’apprendiemento.

Osservate:

La postura è scorretta, non hanno equilibrio, si spostano continuamente sul banco e spostano il quaderno, si strofinano spesso gli occhi, sembra che abbiano uno sguardo vacuo, sono disturbati da una molteplicità di stimoli differenti, dopo un compito sembra che riprendano fiato come dopo una corsa…

Pensate di vedere tutto questo così:

cjfhgdfvdhbchww dbhwevfhw bhdsbchefbhwl bhdbfhdb bhdbhfdbhdbl b dkhbvhebdlvhbe bhdbvhjdbvhj  jdhgvhwliwjdojfndh   bjebdfjhòewk  enfhjehfqòjw jkedfbje bjdbfje nfjehqwokmn kdjnje jfnejnje nfdknf njken bnjf

Quanto ci avete messo per leggerlo BENE?????

Come vi siete sentiti alla fine?

Se ho un disturbo dell’apprendimento faccio fatica, tanta fatica e inoltre  mi sento dire spesso che sono incapace. Che uomo o che donna sarò? Quanto conta il mio benessere e quanto la scuola?

Aiutateli: prima di tutto aiutate tutti a capire che cosa sono i Disturbi dell’apprendimento. Molti non lo sanno.

Una mamma racconta la sua esperienza con uno dei disturbi dell’apprendimento ancora meno conosciuti: la discalculia

Qualche mese fa ho scoperto che mia figlia è discalculica.

Cosa vuol dire? La discalculia è un disturbo dell’apprendimento, come la dislessia. O meglio, è una forma di dislessia che però non crea difficoltà nell’ambito lettura/scrittura ma nell’ambito del calcolo, della matematica… non solo… perché poi alla fine le conseguenze ci sono un po’ in tutte le materie, dove più evidenti dove meno.

Torniamo però indietro alla mia prima frase: “ho scoperto che mia figlia è discalculica”.

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Implicazione del sistema visivo nei disturbi dell’apprendimento: parte I

Con funzione visiva non si indica la sola capacità di visione, ma ci sono molte altre funzioni coinvolte nei processi legati agli apprendimenti che comprendono aspetti percettivi e cognitivi.

Quando utilizzi i tuoi occhi, molte abilità visive lavorano in contemporanea. Tuttavia, se dovessimo suddividerle in cinque gruppi di abilità specifiche, risulterebbero come segue.

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