Prevenzione e scuola dell’infanzia

La scuola dell’infanzia rappresenta il luogo elettivo per cogliere le modalità di espressione delle difficoltà di apprendimento; il terreno più fecondo per la prevenzione e la progettazione di interventi educativi e didattici strettamente legati alle specifiche problematiche individuali.

L’utilizzo di uno strumento informativo rappresenta il primo contatto formativo per i genitori e per chi lavora quotidianamente nella scuola dell’infanzia.

Nella scuola elementare  il bambino si avvia al processo di apprendimento della letto-scrittura, è quindi importante individuare prima i processi che caratterizzano queste acquisizioni e le problematiche ad esse inerenti, quali: disgrafia, disortografia, dislessia, discalculia…

Genitori e insegnanti, grazie alla relazione quotidiana con i bambini, sono in una posizione privilegiata per poterli osservare, sia perché li conoscono, sia perché non sono portati ad alterare il loro comportamento normale e spontaneo. Continua a leggere

Succhiotto, ciuccio e company

Una mamma mi racconta: “Dottoressa, sono stata dal pediatra perchè mia figlia ha un problema. sta spostando in avanti tutto il palato. Per risolvere questo problema mi hanno consigliato esercizi di logopedia, che insegneranno alla bambina come posizionare la lingua. Il dottore mi ha spiegato che probabilmente il fatto che usi ancora il ciuccio le dà questi problemi. siccome NON RIESCO ( tra parentesi IO) a toglierlo, mi consigli qualche esercizio da fare a casa, ogni tanto. E poi c’è un altro problema, la bambina lamenta sempre mal di pancia e di fatto va spesso in bagno per problemi di meteorismo. Il dottore dice che la bambina respira male e tutto questo si riflette nello stomaco.”

Innanzitutto bene – direi, perchè questo pediatra ha notato che la bambina ha una cattiva respirazione.

Perchè il nodo del discorso è proprio questo. E’ naturale che il bambino nel lasciare il suo mondo di neonato che succhia, crescendo, debba attraversare una SANA FRUSTRAZIONE. Ma è una frustrazione che lo aiuta a crescere, senza la quale non inizia quel processo che lo renderà un bambino sicuro. Quello che a noi sembra l’esatto opposto ovvero che il bambino abbia bisogno di tenere un oggetto a lui caro, che abbia ancora bisogno di tempo, che il cuccio gli dà maggiore senso di protezione, in realtà sono i NOSTRI sentimenti, che vengono riflessi nel bambino.

Certo questo non significa che c’è un momento uguale per tutti, una data, un età precisa, ma c’è sicuramente un limite che può oscillare ma non può certo essere superato.

Succhiotti, biberon, ciucci non solo quindi possono agire sul palato del bambino con conseguenze spesso disastrose per i dentisti, ma non consentono al bambino di imparare una corretta respirazione alla base dello sviluppo del linguaggio, della maturazione del sè e della gestione dell’ansia. Un bambino abituato a succhiare di notte per esempio potrà continuare ad effettuare quel movimento in maniera involontaria spingendo la lingua contro il palato, respirando male e dormendo quindi molto male.

Lo so, è e sarà difficile quel momento, starà male.. quanto? Un giorno, una settimana, un mese? Ma sicuramente poi passerà e sarà un bambino che cresce… e crescerà forte e sano.

Musica e memoria

In una celebre clinica neurologica di New York medici e terapisti fanno cantare i malati di Alzheimer scoprendo che la musica può creare nuove memorie. Dicono gli studi che bastano dieci mesi di terapia musicale perchè i pazienti migliorino le prestazioni nei test cognitivi anche del 50 per cento. Il famoso neurologo Oliver Sacks (Risvegli) ha osservato il potere della musica e della canzone in particolare sui pazienti con Parkinson. Un esempio: un paziente si muoveva troppo velocemente nella parte destra del corpo e troppo lentamente nella sinistra. Però quando si metteva a suonare le sue mani si muovevano in perfetta sincronia. La musica serve in altri casi: può aiutare i bambini prematuri a guadagnare peso, i bambini autistici a comunicare, che ha avuto un infarto a tornare a parlare, i pazienti psichiatrici a controllare ansia e depressione. E in maniera sempre più determinante la musica ha una funzione nel recupero della memoria, perchè attiva emozioni che stimolano aree del cervello che non funzionano bene o non funzionano affatto come nel caso di malattie degenerative. Continua a leggere

Correlazione tra sistema visivo e altri sistemi

Torniamo a parlare di correlazione tra i sistemi: in questo  caso sistema visivo e altri sistemi.

I bambini che presentano disfunzionalità visiva hanno un livello più basso di performance rispetto all’elaborazione delle informazioni con una maggiore disfunzione per quanto riguarda organizzazione e orientamento. Continua a leggere

Come posso aiutare mio figlio a parlare?

La produzione della prima parola è una tappa molto importante nello sviluppo del bambino: viene attesa con trepidazione  ed è accolta con gioia e soddisfazione da parte dei genitori. In realtà, l’articolazione della prima parola non segna l’inizio dell’apprendimento linguistico, bensì è il punto culminante di una complessa serie di sviluppi prelinguistici cominciati alla nascita con il pianto. Continua a leggere

Correlazione tra sistema visivo, sistema motorio e linguaggio

Nel neonato il sistema uditivo e quello visivo sono quelli che cominciano a svilupparsi prima. Nei mesi successivi alla nascita compaiono le capacità di fissazione (inizialmente nella zona della vista periferica, poi nello spazio della linea mediana e maggiormente se il target ha determinate caratteristiche che poi vedremo), inseguimento visivo (prima laterale, poi anche verticale), alternanza dello sguardo (inizialmente tra due target posti l’uno accanto all’altro, poi nei mesi successivi anche tra target e adulto nella triade oggetto-bambino-adulto che è l’interazione dialogica che prelude ed è prerequisito alla comparsa del linguaggio – il bambino indica un oggetto/ l’adulto lo nomina/ il bambino guarda l’oggetto e l’adulto alternativamente). Continua a leggere

Favorire il linguaggio nel bambino

Il bambino non si inventa il linguaggio. Anche se possiede delle attitudini innate, una sorta di preprogrammazione delle strutture della lingua, non può costruire niente se non vive immerso nel linguaggio.

Il bagno di linguaggio

I genitori, o gli adulti che ne fanno le veci, quelli che vivono quotidianamente con il bambino, sono i primi responsabili della quantità, della qualità, della coerenza del bagno del linguaggio. Continua a leggere