Dsa e adulti

Confrontandomi con il mondo dei dsa, dislessia e company, come spesso la definisco, mi sono imbattuta in esperienze di adulti che hanno “scoperto” tardi che a suo tempo sono stati bambini “dislessici” o con altri disturbi dell’apprendimento specifici.

E’ stato interessante vedere e capire attraverso l’esame psicomotorio che, nonstante la forte compensazione dei propri disturbi negli anni, queste persone continuavano a manifestare il disagio in alcune aree e nello specifico nelle funzioni psicomotorie.

I racconti erano più o meno gli stessi: “Ricordo che a scuola facevo molta fatica, mi sentivo stanco, nonostante i miei sforzi era davvero difficile portare a termine certi compiti.” E ancora: “Non riuscivo a imparare i balli di gruppo, le coreografie, ho avuto difficoltà a prendere la patente” “Ancora oggi quando ricevo indicazioni non mi capisco, non riesco a visualizzare la meta” ecc… ecc…

La compensazione certo c’è stata, per chi più e per chi meno. C’è chi legge agevolmente, chi ancora di fronte ad un libro di 500 pagine si tira indietro. C’è chi non tiene a mente i calcoli, i numeri, chi non sa pianificare un percorso e costruire una mappa e chi invece ha imparato a fare schemi e mappe concettuali. Ma molti, moltissimi hanno in comune un  cosa: disfunzioni sul piano psicomotorio. Una scarsa coordinazione generale e nello specifico coordinazione oculo-manuale, una postura scorretta, poco equilibrio, difficoltà nella percezione del proprio corpo, dello spazio e/o del tempo (ritmi). Spesso ne consegue un vissuto di ansia negativa di fronte a compiti che richiedono di spendere queste funzioni nella vita quotidiana, un senso di inadeguatezza, una cattiva accettazione del proprio sè e della propria corporeità, che sembra non appartenere alla persona, in assenza di armonia e equilibrio.

Potrà essere quindi un valido aiuto per tutti gli adulti che si percepiscono ancora “separati”, che vivono su di sè un disagio che non sanno come definire, che “sentono che le loro risposte non sono adeguate”, che “vivono impacci motori, maldestrezza, ecc… approfondire attraverso l’indagine e l’osservazione l’ambito delle funzioni, per capirsi e scoprirsi. L’intervento sarà essenzialmente rivolto alla comprensione e accettazione di sè e una buona attività psicomotoria funzionale potrà aiutare queste persone a “riprendersi” il proprio corpo.