Disgrafia, un problema di organizzazione percettivo-motoria

Nella mia esperienza con  bambini che manifestano difficoltà grafo-percettive e grafo-motorie ho potuto osservare che il bambino vive un senso di disagio e frustrazione di fronte al “compito” scrittura. Questo perchè i metodi convenzionali e la scuola, spesso (non sempre) offrono esercizi il più delle volte basati sulla ripetizione all’infinito di forme e microforme, ma privi di alcun significato per il bambino. Mi sono sempre chiesta cosa pensa il bambino in quel momento “noia, noia, noia, noia, male, male, male, male, uffa, uffa, uffa, non sono capace, non sono capace, non sono capace….” . Forse io penserei questo, se fossi quel bambino.

Eppure disegnare, scrivere è l’attività per eccellenza dei bambini. E anche di noi “grandi”. Non è forse vero che quasi senza motivo amiamo scarabocchiare cerchietti, fiori, barrette e quanto altro ancora , che ci piace lasciare un nostro pensiero, fare luce sui nostri pensieri, organizzare le idee. Il bambino ama disegnare e scrivere, ma questa sua abilità va LIBERATA affinchè si possa manifestare in tutta la sua pienezza.

L’apprendimento della lettura-scrittura è un atto volontario che esige il perfezionamento di più sistemi funzionali ed una reale integrazione cognitiva del linguaggio parlato. L’atto di scrivere è una prassi costruttiva complessa, che esige un’ottima organizzazione percettivo-motoria e di movimenti.

Spesso bambini con difficoltà nella lettura incontrano anche delle difficoltà nel modo di scrivere la parola.Oggi, la maggior parte degli Autori, considera le alterazioni della scrittura dipendenti da diversi elementi: fattori motori e percettivi.

I disturbi grafo-motori si sviluppano con modalità e stile personali: non esiste una disgrafia standard, ma molti tipi di disgrafici. La disgrafia quindi, non è una realtà unica, ed anche quando ci si imbatte in caratteristiche comuni, si riscontrano differenze che è difficile valutare al di fuori della storia del soggetto, del modo con cui si sono evoluti in lui i processi maturativi e di apprendimento, le relazioni affettive e sociali.

E’ importante quindi partire dal bambino, da quel bambino, conoscere i sui gusti e offrirgli delle esperienze motorie gratificanti che lo possano liberare dagli impacci che ne limitano il piacere di accedere al mondo della scrittura.

DSA e postura

Ho osservato spesso in bambini e ragazzi che hanno disturbi nell’apprendimento impacci motori, maldestrezza, scarso equilibrio, una cattiva distribuzione del tono muscolare. Con la conseguenza che spesso la postura è scorretta, non solo “in piedi”, ma anche “sul banco” quando devono affrontare un compito. Distesi, appoggiati sulla mano, con la matita che cade spesso o irrequieti, mai seduti, protesi, agitati.

Alla nascita il bambino non ha un controllo dei movimenti volontari. I riflessi forniscono una risposta stereotipata a precisi stimoli nelle prime settimane ma sono presto trasformati in abilità motorie più sofisticate. Così come il bambino comincia a crescere e a maturare durante la prima settimana di vita, anche il Sistema Nervoso Centrale inizia a maturare.

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Disgrafia e dintorni

Definire la disgrafia è la cosa più difficile a cui riesco a pensare. Questo perchè ritengo che ci sia una inesatta considerazione del problema.

Spesso si sente dire di un bambino che “scrive male”, “scrive storto”, “non si capisce niente di quello che scrive” o ancora “la a non ha la gambetta fatta bene”, ” esce dalla riga”, “parte diritto e poi scende sempre di più”, ecc… ecc… Ci potrebbe essere una collezione di “falsi disgrafici”. Sicuramente i medici al primo posto. Qualcuno sa decifrare una ricetta scritta a pugno da un medico???!!!

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Dislessia e company: non siamo svogliati!

Sempre più spesso agli incontri con le insegnati, ma anche con molti genitori sento frasi del tipo:

“Non ha voglia di fare niente”, “Si distrae sempre”, “Non è interessato”, “Non sta attento”, “E’furbo”, “Non ha motivazione”, “Non si impegna abbastanza”, ecc… ecc…

Poi, magari (non sempre purtroppo, ho la possibilità di vedere il bambino o il ragazzo e mi accorgo quasi subito che ci sono dei segnali… segnali di qualcos’altro, i segnali di un disturbo tanto fastidioso quanto nascosto… i Disturbi dell’apprendiemento.

Osservate:

La postura è scorretta, non hanno equilibrio, si spostano continuamente sul banco e spostano il quaderno, si strofinano spesso gli occhi, sembra che abbiano uno sguardo vacuo, sono disturbati da una molteplicità di stimoli differenti, dopo un compito sembra che riprendano fiato come dopo una corsa…

Pensate di vedere tutto questo così:

cjfhgdfvdhbchww dbhwevfhw bhdsbchefbhwl bhdbfhdb bhdbhfdbhdbl b dkhbvhebdlvhbe bhdbvhjdbvhj  jdhgvhwliwjdojfndh   bjebdfjhòewk  enfhjehfqòjw jkedfbje bjdbfje nfjehqwokmn kdjnje jfnejnje nfdknf njken bnjf

Quanto ci avete messo per leggerlo BENE?????

Come vi siete sentiti alla fine?

Se ho un disturbo dell’apprendimento faccio fatica, tanta fatica e inoltre  mi sento dire spesso che sono incapace. Che uomo o che donna sarò? Quanto conta il mio benessere e quanto la scuola?

Aiutateli: prima di tutto aiutate tutti a capire che cosa sono i Disturbi dell’apprendimento. Molti non lo sanno.

Implicazione del sistema visivo nei disturbi dell’apprendimento: parte I

Con funzione visiva non si indica la sola capacità di visione, ma ci sono molte altre funzioni coinvolte nei processi legati agli apprendimenti che comprendono aspetti percettivi e cognitivi.

Quando utilizzi i tuoi occhi, molte abilità visive lavorano in contemporanea. Tuttavia, se dovessimo suddividerle in cinque gruppi di abilità specifiche, risulterebbero come segue.

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